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lunedì 16 maggio 2011

Bin Laden è morto, viva Gheddafi.

Ho lasciato sfumare l'onda emozionale della cattura ed esecuzione dello "sceicco del terrore"
Bin Laden, prima di rilasciare un post in merito.

Dalla notizia della morte di Bin Laden, fondamentalmente ho tratto due conclusioni:

1) Essere un Navy Seals è estremamente fico.

2) La guerra al terrore conviene, in quanto contribuisce al calo del prezzo dei carburanti.

Di tutto ciò che poteva interessare della vicenda, alla luce di quanto ci è stato detto dai telegiornali, ditemi chi di voi non sa quante flessioni riesce a fare un Navy Seals in un minuto.

Passiamo al risvolto pratico dell'evento.

Dieci anni di caccia a Bin Laden hanno visto il prezzo del petrolio, e quindi della benzina, lievitare e raggiungere valori davvero invalidanti per le economie dell'automobilista medio.

Ebbene, alla dipartita del saudita (scusate il bisticcio di rime, ma il mio entusiasmo è ai limiti del contenibile), il prezzo del carburante è sceso di circa 8 cent/litro in media.

Ad esempio, il distributore Agip qui sulla Tiburtina è passato da 1,43 cent a 1,35 per il Diesel.Cazzo!!!

A tutti i pacifisti della domenica, dico solo questo: per noi possessori di vetture con motore a scoppio GUERRA AL TERRORE UNO - GINO STRADA ZERO.

E vi dirò di più: attendo gli sviluppi e l'eventuale epilogo della simpatica scampagnata della NATO in Libia, prima di scaricare la tessera punti del benzinaio per lo sconto sul pieno.

Al prossimo esempio di fulgida democrazia.

lunedì 15 giugno 2009

COMPLOTTI D'ALEMIANI

Berlusconi paventa l'esistenza di un "progetto eversivo" nei suoi confronti, orchestrato dai media nazionali ed alimentato dalla "campagnia d'odio" della sinistra.

Ah, dimenticavo la magistratura, composta da zozzi giudici comunisti.

D'alema (...dio mio...) fa notare che in caso di una eventuale spaccatura della maggioranza, l'opposizione deve farsi trovare pronta.
Speriamo non con lui al comando.
Ma dopotutto, esiste un opposizione, in Italia?

Per bocca del portavoce del Cavaliere, e cioè Daniele Capezzone (uno che fino a qualche tempo fa diceva che Berlusconi non è l'erede di Don Sturzo, ma di Don Lurio), arriva a D'alema la qualifica di "gregario di Repubblica che va dietro alla loro campagna di fango".

Bonaiuti, che si serve dallo stesso parrucchiere di Bobby Solo, non ha voluto essere da meno, aggiungendo "D'Alema avrà preso un colpo di caldo". Magari in panfilo, chi può dirlo.

In tutto ciò, aggiungo che forse mi ha preso una leggera bottarella di sciatica. Fanculo.

(musica di sottofondo: Walzer a bassa frequenza)

martedì 15 luglio 2008

BERLUSCONI PAPA

Desta scalpore la mossa di Berlusconi, con la quale non si bloccano più tutti i processi per fatti compiuti prima del 30 giugno 2002, ma la discrezionalità su quali processi bloccare e quali no passa ai magistrati.

Alcuni maligni pensano che alla fine si possa trattare di un compromesso con le vili toghe rosse sovvertitrici dell'ordine democratico (almeno quello che conosce Silvio, e che non è ancora dato conoscere nei dettagli), le quali in cambio faranno finta di aver dimenticato su uno scaffale polveroso le carte del processo Mills, rinviandolo all'Armageddon (una postilla del lodo Alfano-bis prevederà tale eventualità, su consulenza di un componente dell'entourage neo-con di G.W.Bush).

Altri pensano che il Berlusca si sia ricordato che tra i procedimenti per fatti commessi dopo il 2002 vi sia anche una contravvenzione ai danni di Antonio Di Pietro (un vigile gli contestava un imbrattamento di suolo pubblico, ma il leader di IdV non è riuscito a spiegargli in italiano comprensibile che si trattava del volantinaggio all'interno di un suo comizio in vista delle politiche,
subendo così l'ammenda), e così il premier non si sarebbe voluto privare dello sfizio di vedere il suo più acerrimo nemico perire della sua stessa spada,
effettuando la modifica della sospensione e raccomandandosi al Giudice di Pace competente della multa di agire con la massima severità.

In molti avrebbero a quel punto tentato di spiegare al Presidente che una contestazione per una multa non pagata è qualcosa di diverso da un processo per corruzione in atti giudiziari, ma non ci sarebbe stato verso.

Ultima ipotesi, un processo lento ma inesorabile di autoredenzione da parte del Capo del Governo, dato il suo karma non eccessivamente limpido (ma solo agli occhi dei bolscevichi tanto numerosi non solo sul territorio nazionale ma anche estero), mirante alla prossima candidatura come Papa (Ratzinger sentitamente ringrazia).

L'onestà intelletuale dell'autore vi risparmia l'ormai celeberrima quanto anacronistica battuta del "Papa Pio Tutto".Questo fa punti, in genere...

lunedì 30 giugno 2008

DA PICCOLO BERLUSCONI...

...giocava con i suoi amici a guardie e ladri.
non gli dava fastidio tanto l'essere catturato,
ma non faceva altro che ricusare il magistrato,
quando finiva a giudizio.

Dopo un pò gli amichetti si stufarono di giocare con lui,
perchè pretendeva persino l'impunita fino a fine mandato.
Tutti i pomeriggi.

Che bello essere bambini,
almeno per i giochi non si doveva
mettere sottosopra la Costituzione.

A meno che un domani la Costituzione
non si occupi dei giochi dei bambini,
lasciando stare le cose dei grandi,
chissà...


Pietro Sannino